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Casteggio
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mwhgCasteggio (mwhwCastégiu in mwiadialetto oltrepadanocite-ref-dizionario-4-0[4], mwjqCastés in dialetto localecite-ref-5[5]) è un mwkgcomune italiano di 6447 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Pavia in mwmaLombardia. Nel 2016 era il terzo comune lombardo di oltre mwmq5 000 abitanti con l'età media più alta (48,4)cite-ref-6[6].

Contents

Storia
Simboli
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

L'abitato si estende in parte sui primi colli facenti parte dell'mwoqAppennino Ligure, in parte nella pianura alla destra del Po. È attraversato dalla ex statale 10 (mwogmwowPadana Inferiore) e dalla mwpaferrovia Alessandria-Piacenza, ed è situato a breve distanza dal casello dell'mwpqAutostrada A21 (mwpgmwpwTorino - mwqaPiacenza - mwqqBrescia), che si raggiunge percorrendo la mwqgex statale 35 dei Giovi.Tra questa strada e il casello autostradale si trova l'inizio della mwqwtangenziale. La parte più antica della cittadina sorge su un colle detto Pistornile e sulle sue pendici. Il centro moderno si trova in pianura, ai piedi del nucleo più antico, e nuovi quartieri si estendono anche nelle vallette vicine.

Il territorio comunale, anch'esso esteso parte in pianura, parte in collina, è interessato dal corso del mwrqCoppa, che scorre al confine occidentale nella zona collinare, spostandosi al centro del territorio in pianura; l'asse della parte collinare è invece il piccolo torrente mwrgRile, che nasce nel comune di mwrwCalvignano dal mwsaMonte Ceresino. La collina casteggiana è quindi divisa dalla valle del Rile in due parti: a ovest, tra Rile e Coppa, la dorsale che termina nel Pistornile, a sua volta incisa dalla valletta del mwsqRiazzolo che separa la dorsale principale da una minore, verso ovest, detta mwsgMonfirè; a est i colli su cui sorge la frazione Mairano, delimitati sul confine orientale dal torrente mwswRile San Zeno.

Storia

La città di mwugClastidiumcite-ref-7[7] ebbe origini liguri, appartenendo a quel popolo che i mwvwGreci chiamavano mwwaAnamari, e che corrisponde quasi certamente a quelli che i mwwqRomani chiamavano mwwgMarici, distesi tra l'mwwwAppennino e le due sponde del Po attorno a Pavia. I Marici del Po insieme ai mwxaLevi del Ticino fondarono presso la confluenza dei due fiumi la città di mwxqPavia, loro comune mercato. Gli Anamari (Marici) e i Levi sono erroneamente detti mwxgCelti da mwxwPolibio, ma in realtà essi vantano origini anteriori all'invasione celtica e devono essere annoverati tra i popoli liguri. I Marici presero stanza su un modesto rilievo dominante la pianura a sud del Po, nell'attuale Oltrepò Pavese, una collina alquanto scoscesa e impervia nei fianchi, ma dalla sommità pianeggiante; dunque di facile difesa quanto di facile popolamento. Casteggio appare popolata almeno dal mwyaVI secolo a.C..

Divenuto uno dei maggiori villaggi della zona, nella forma del castelliere (oppidum, città fortificata, lo dice Livio), conobbe i Romani nel 223 a.C. quando i Marici furono dai primi indotti a un'alleanza contro gli Insubri. Poco dopo, nel 222 a.C., gli Insubri, appoggiati da mercenari celti provenienti dalla valle del Rodano, attaccarono la località, ma furono sconfitti dai Romani prontamente giunti in soccorso al comando del console Marco Claudio Marcello. Egli stesso uccise il comandante avversario Virdumaro, e ne consacrò le ricche vesti (spolia opima) a Giove Feretrio. La battaglia di Casteggio aprì ai Romani la via per la sottomissione degli Insubri e la conquista della loro capitale, Milano. Ebbe una vasta eco, e il poeta latino Nevio la celebrò con una tragedia di argomento storico, Clastidium, uno dei più antichi monumenti della letteratura latina.

Nel mwza218 a.C. mwzqAnnibale, giunto nella mwzgpianura padana, dopo aver sconfitto i romani presso il Ticino (ma mwzwCornelio Nepote pone "presso Casteggio" anche questa mwaabattaglia), corruppe il comandante del presidio romano di Casteggio, Dasio Brindisino, facendosi consegnare l'ingente quantità di derrate che i Romani vi avevano depositato. Con la momentanea sconfitta dei Romani e la caduta della colonia di mwaqPiacenza, Casteggio tornò indipendente, ma già nel mwag197 a.C. il console mwawQuinto Minucio Rufo costrinse dapprima numerosi mwbaoppida liguri alla resa, tra cui Casteggio; poi, in circostanze non chiare, probabilmente per punire una ribellione, diede l'abitato alle fiamme.

Risorta successivamente, non riacquistò più l'antica importanza, ma fu assoggettata alla colonia di Piacenza, nel cui territorio fu un fiorente centro di cui restano numerosi reperti provenienti da tombe e ville. Era attraversata dalla strada tra mwbgPiacenza e mwbwTortona, che collegava la via Emilia Lepidi con la mwcavia Emilia Scauri, da cui il nome di mwcqvia Emilia, anche se in origine costituiva un tratto della mwcgvia Postumia.

Apparteneva al municipio di Piacenza e con essa alla regione VIII (mwdaEmilia); caduto l'mwdqimpero, rimase legata a Piacenza, della cui diocesi costituiva la pieve più occidentale. In epoca comunale cadde sotto l'influenza pavese, e nel mwdg1164 mwdwFederico I l'assoggettò, con gran parte dell'attuale Oltrepò, al comune di Pavia. Con Pavia tenne la parte ghibellina, e subì gravi danni nelle lotte che la contrapponevano alla parte guelfa, cui aderivano mweaTortona e mweqPiacenza. Vi ebbe la preminenza la famiglia pavese dei mwegBeccaria, ma rimase libera da signorie mwewfeudali fino al mwfaXV secolo. In questo periodo era sede del mwfqCapitano da cui dipendeva tutto l'Oltrepò.

Il nome latino mwfwmwgaClastidium era mutato, e se dalle persone colte era detto mwgqChiasteggio, seguendo il mwggPetrarca (che così lo chiamò nel mwgwmwhaTrionfo della Fama), le trascrizioni della dizione popolare ne sottolineano una diversa evoluzione e assumono la forma più svariata (mwhqChiastitium, mwhgChiastezzo, mwhwSchiatezzo, per citarne solo qualcuna). Solo verso la fine del mwiaXVII secolo dalla semplificazione della forma dotta derivò quella attuale, mentre l'antica forma popolare (che suonava in dialetto mwiqS'ciatès) cadde lentamente in disuso. Il passaggio da mwigChiasteggio a Casteggio sarebbe dovuto in realtà a un errore contenuto nella principale edizione dei mwiwTrionfi del Petrarca, pubblicata da mwjaAldo Manuzio nel mwjq1514; la nuova variante fu seguita da quasi tutte le edizioni successive, imitata dalle persone colte e infine diffusasi anche nell'uso comunecite-ref-8[8].

Nel mwkw1441 fu infeudata a Cesare mwlaMartinengo, ma questa signoria non poté consolidarsi; nel mwlq1466 gli mwlgSforza la diedero al loro ministro Angelo Simonetta, ed essendo il feudo (contea dal mwlw1475) trasmissibile in via femminile, i suoi signori ebbero vari cognomi pur restando in una medesima discendenza: così passò dai mwmaSimonetta agli Sforza, ai mwmqBentivoglio, ai mwmgDel Carretto mwmwmarchesi sovrani del Finale; estintisi questi all'inizio del mwnaXVII secolo, per testamento passò ai loro cugini Sforza mwnqmarchesi di Caravaggio; dall'ultima di essi, mwngBianca Maria, morta giovanissima (mwnw1717), passò alla figliola neonata, l'omonima mwoaBianca Maria Sinzendorf, che resse a lungo il feudo, e infine alle sue figlie, che dal padre avevano il cognome mwoqDoria.

Casteggio, ancora fiorente alla fine del Medioevo, subì tali danni dalle guerre tra francesi e spagnoli del mwpaXVI secolo da non riaversi più se non due secoli più tardi ("castello assai bello e grande" lo dice mwpqGuicciardini nel mwpg1511; "miserrimo loco" lo si dirà vent'anni dopo); in questo periodo fu superato dai centri vicini: mwpwBroni, mwqaStradella e soprattutto mwqqVoghera. Quest'ultimo centro divenne capoluogo della provincia dell'Oltrepò Pavese, passata ai mwqgSavoia nel mwqw1743.

Sotto i mwrqSavoia anche Casteggio conobbe una notevole ripresa economica e demografica, culminata nella seconda metà dell'mwrgOttocento, dopo la deviazione del torrente Coppa che limitava l'abitato dalla parte della pianura, con la creazione di un nuovo centro dall'aspetto cittadino, con ampie vie e viali ed una vasta piazza rettangolare circondata da una cortina di distinti palazzi. Elegante e "commerciantissima" appariva verso la fine dell'Ottocento, fiorente per un importante mercato (concesso nel mwrw1532 e forse di origine ancor più remota), coronata di amene ville di signori pavesi, milanesi e genovesi. Una grazia forse un po' offuscata alcuni decenni dopo, con lo sviluppo industriale e l'ulteriore ampliamento dell'abitato con la costruzione di edifici piuttosto discordanti con il contesto. L'ingrandimento del borgo portò anche allo sdoppiamento della parrocchia: all'antica chiesa collegiata di San Pietro Martire, nell'alto paese, si affiancò la nuova parrocchiale del Sacro Cuore, di vaste proporzioni, situata nel piano.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 10 maggio 1956.cite-ref-9[9]

«

Troncato

: nel 1º d'oro, all'

aquila

al naturale, sostenuta dalla linea di partizione, coronata di nero, con

corona all'antica

di tre punte visibili; nel 2º d'azzurro, a due chiavi dorate, poste in croce di S. Andrea, con gli ingegni all'ingiù e volti verso i fianchi, la chiave posta in banda attraversante. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo mwuatrinciato di giallo e di azzurro.

Lo stemma storico era leggermente diverso: mwugdi rosso alle chiavi pontificia decussate, col capo d'oro all'aquila bicipite imperiale di nero.cite-ref-10[10]

Onorificenze

Titolo di Città

«Decreto del Presidente della Repubblica»


22 maggio 2002

Monumenti e luoghi d'interesse

Tra gli edifici storici:

• mwyqCollegiata di San Pietro Martire, di antichissima origine, ricostruita nel mwyg1814, ma con il campanile mwywtrecentesco che domina l'abitato

• Chiesa di San Sebastiano, già sede dell'omonima confraternita, progettata da mw0gLorenzo Cassani (XVIII secolo), con magnifico stallo corale
• Palazzo della Certosa (mw1a1705), che ospita la biblioteca civica, l'auditorium Cantù e il civico museo archeologico, ricco di reperti in gran parte di provenienza locale (mw1qClastidium)
• Degno di nota anche il Monumento alla Vittoria, un'imponente scultura bronzea alta oltre 18 metri opera di mw1wPier Enrico Astorri situata nel Parco delle Rimembranze. Per la sua fusione furono necessarie oltre 25 tonnellate di bronzo e la costruzione di una speciale fonderia non esistendone al tempo (1926) altre adatte allo scopo
• Vicino alla Via Emilia, verso Fumo, si trova la famosa Fontana d'mw2qAnnibale, dove secondo una leggenda questi fece abbeverare gli elefanti
• Nella frazione Mairano sorge l'ottocentesca Villa Marina, nella quale dimorò anche mw2wGiuseppe Mazzini
• Sulla strada per Calvignano, da segnalare Villa Pegazzera, edificata per volere del Collegio Borromeo di Pavia come convitto estivo, risalente nelle sue forme originarie al primo Settecento
• Nei dintorni di Casteggio c'è la neoclassica Villa Frecciarossa, progettata per i marchesi Botta Adorno alla fine dell'Ottocento

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-11[11]

Cultura
Istruzione

Scuole

Hanno sede nel Comune una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado.

Economia

Casteggio è un importante centro vinicolo (rassegna dei vini pregiati dell'mw8gOltrepò Oltrevinicite-ref-12[12]), commerciale (importanti mercati il mercoledì e la domenica, fiere in aprile e settembre) e industriale (industria alimentare, meccanica, calzaturiera).

Infrastrutture e trasporti

Strade

Casteggio è attraversata dalla mw-gStrada statale 10 Padana Inferiore ed è origine del tratto pavese della mw-wStrada statale 35 dei Giovi. A Nord si trova il casello autostradale di Casteggio-Casatisma, sull'mw-aAutostrada A21 mw-qTorino-mw-gPiacenza.

Ferrovie e tranvie

Il comune è servito dalla mwaqestazione di Casteggio ubicata sulla mwaqiferrovia Alessandria-Piacenza. Vi fermano unicamente i mwaqmtreni regionali.

Tra il mwaqu1883 e il mwaqy1931 Casteggio fu servita dalla mwaqctranvia Voghera-Stradella.

Sport

Il 15 giugno mwaqw1991 la 20ª tappa del mwaq0Giro d'Italia 1991, una cronometro individuale, si è conclusa a Casteggio con la vittoria di mwaq4Franco Chioccioli.

Ha sede nel comune la società di calcio mwaraFoot Ball Club Casteggio 1898, una delle mwareprime storiche società calcistiche italiane. Nei primi anni del mwari'900 aveva luogo nella località la Coppa Casteggio o Coppa Negrotto, che vedeva solitamente affrontarsi una selezione locale contro una "grande" del calcio italiano.cite-ref-13[13]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwar8mwasamwaseBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwasidemo.istat.it, mwasmISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwascmwasgmwaskClassificazione sismica (mwasomwassXLS), su mwaswrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwatamwatemwatiTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwatmmwatqPDF), in mwatuciterefmwatyLeggemwatc mwatg26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwatkAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwato 151. mwatsURL consultato il 25 aprile 2012 mwatw(archiviato dall'mwat0url originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-55. mwaucRenzo Ambrogio, mwaugNomi d'Italia: origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Istituto geografico De Agostini, 2004.
cite-note-66. mwauwmwau0mwau4Statistiche Casteggio, su mwau8www.comuni-italiani.it. mwavaURL consultato il 15 luglio 2022.
cite-note-77. mwavqTito Livio, mwavuAb Urbe condita, XXI, 48; XXIX,11; XXXII, 29 e 31. mwavyVarrone, mwavcDe lingua latina, VII, 6, 1; IX, 46, 4; mwavgCornelio Nepote, mwavkHannibal, 4, 1. mwavoCicerone, mwavsTuscolane, IV, 22, 49. mwavwValerio Massimo, mwav0Factorum et dictorum memorabilium, I, 1,8.
cite-note-88. mwaweAlessandro Fortunati, mwawiChiasteggio e Casteggio, tra Petrarca e Manuzio, in mwawmBollettino della Società Pavese di Storia Patria, vol.mwawq CXVI, Milano, Cisalpino, 2016, p.mwawu 109 e ss..
cite-note-99. mwawkmwawomwawsCasteggio, su mwawwArchivio Centrale dello Stato. mwaw0URL consultato il 28 dicembre 2022.
cite-note-1010. mwaxeAntonio Manno, mwaximwaxmCasteggio, in mwaxqBibliografia storica degli Stati della monarchia di Savoia, vol.mwaxu 4, Torino, Fratelli Bocca Editori, 1892, p.mwaxy 161.
cite-note-1111. Dati tratti da: mwaxomwaxsmwaxwmwax0mwax4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwax8mwayaPDF), su mwayeebiblio.istat.it, mwayiISTAT. mwaymmwayqmwayumwayyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaycesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1212. mwaywmway0mway4Oltrevini, su mway8oltrevini.it. mwazaURL consultato il 6 agosto 2007 mwaze(archiviato dall'mwaziurl originale il 17 agosto 2007).
cite-note-1313. mwazymwazcmwazgStagione 1905-06 (mwazkmwazoPDF), su mwazsmagliarossonera.it. mwazwURL consultato il 3 ottobre 2014.

Bibliografia

• mwaaaCarlo Giulietti, mwaaeCasteggio - Notizie Storiche (1890 e sgg.; vedi la voce dell'autore per la bibliografia completa).
• mwaamAntonio Cavagna Sangiuliani, mwaaqL'agro vogherese: memorie sparse di storia patria, Casorate Primo, 1890-1891.
• mwaayMario Baratta, mwaacClastidium, Pavia, 1932.
• mwaakGiuseppe Cavazzana, mwaaoIl Borgo di Casteggio, Casteggio, 1944.
• Giuseppe Saporiti, Carlo Ghia, mwaawDa Clastidium a Casteggio, Casteggio, 1978.
• Luciano Musselli, mwaa4Casteggio, ventitré secoli di storia, Casteggio, 1987.
• Fabrizio Bernini, mwabaNapoleone in Oltrepò, Edizioni Oltrepò, 2000.
• Fabrizio Bernini, mwabiIl guerriero, Edizioni collana Italiani in guerra, 2009.
• Fabrizio Bernini, mwabqDizionario garibaldino dell'Oltrepò Pavese, Iuculano, 2007.

Voci correlate
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• Wikivoyage

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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Casteggio

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.casteggio.pv.it.
• citerefbritannica-com(EN) Casteggio, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereflombardiabeniculturaliCasteggio, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwacmMuseo Civico Archeologico, su museocasteggio.it.